Le tombe dei Casali (III sec. d.C.)

Le tombe furono rinvenute nel 1881 nel podere Casali (oggi luogo adiacente all’Autostrada A1 in prossimità del casello), allora proprietà della famiglia Costarelli. I contadini che risiedevano nel podere, durante i lavori per il riassetto dell’aia antistante la casa, rinvennero ad una cinquantina di centimetri di profondità una tomba riempita di terra per via del cedimento della copertura sovrastante.

Questa prima tomba aveva un orientamento Est-Ovest e misurava 210×58 cm. La fossa era rivestita di mattoni a libretto uniti da malta, la copertura era in tegole legate da uno spesso strato di calcestruzzo. Il defunto, con ogni probabilità una donna, aveva il capo rivolto ad est.

A suggerire l’ipotesi di una tomba femminile è il corredo, che però sembra essere non particolarmente ricco ma con alcuni elementi che suscitano comunque un certo interesse:

  • Uno spillo per capelli in osso lungo 12 cm terminante con un cagnolino seduto.
  • Uno spillo per trecce in osso di 21 cm con un’insolita decorazione:
    • 1° estremità: un tempietto in rilievo, con quattro colonnine
      Ipotesi di ricostruzione puntale

      Ipotesi ricostruttiva dell’estremità

      lavorate a spirale che sorreggevano una conchiglia. All’interno del tempio, al centro, una figura femminile, probabilmente una Venere, in atteggiamento di sorreggersi il seno nudo con il braccio destro e con il braccio sinistro un manto che scende sotto le anche. La testa ha un’aureola. Sopra la conchiglia, è presente il busto drappeggiato di una donna con capelli arricciati, la cui foggia riporta all’iconografia di Giulia Domna, seconda moglie dell’imperatore Settimio Severo, vissuta dal 170 al 217 d.C. e divinizzata dopo la morte.

    • 2° estremità: un anello fisso e largo quanto un dito munito di palmetta
  • Una sferetta in foglia d’oro di 23 mm forse copertura di un vago di una collana
  • Una pietra verde di vetro smaltato

Per un’indagine più completa, fu allargato lo scavo e, accanto a questa tomba, furono rinvenuti altri due blocchi paralleli di calcestruzzo, collocati su una base di grandi tegole incalcinate orientati in direzione nord-sud.

Il corredo non era presente, ma nei pressi delle tombe furono trovate semplici lucerne e frammenti di grandi anfore puntute. Molto interessante è l’iscrizione impressa su un condotto in laterizio lunga 58 cm: SABINIANI N, con prime due N scritte retrograde, di cui però si è incerti sul significato. Dentro le tombe erano deposti due defunti, uno dei quali era un bambino. Il corpo di questo era adagiato su una lastra di bardiglio ceruleo, ossia marmo di colore grigio-azzurro proveniente in questa sua colorazione dalle cave di Stazzema e Carrara sulle Alpi Apuane. La copertura era in calcare bituminoso. L’altra tomba, di cui si ignora il defunto, aveva un fondo coperto da una lastra di calcite cristallizzata, probabilmente alabastro grezzo. Entrambe le tombe erano coperte da un tetto di mattoni ricoperti di uno spesso strato di calcestruzzo.

Busto di Giulia Domna

Busto di Giulia Domna

Secondo Helbig, che si occupò della seconda pubblicazione, queste tombe potrebbero essere datate al basso impero, ma l’effige di Giulia Domna data almeno la prima tomba agli inizi III sec. d.C. dopo la divinizzazione di questa.

Sulla base di questi pochi reperti si può ipotizzare che l’area circostante l’antico podere Casali fosse zona di una necropoli, ma non furono compiute ulteriori indagini a riguardo.

Autore: F.B.

Bibliografia:

Mancini in “Notizie degli Scavi”, Roma (1881), pag. 133 e seg.

Helbig in “Bullettino dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica” nr. VI Giu, Roma (1882) pag. 129 e seg.

B. Klakowicz “Il Contado Orvietano, parte seconda. I terreni a Nord”,  Firenze (1978) pag. 58-59

 

ENG// The graves of the farmhouse Casali (III cent. a.D.)

The graves were discovered in 1881 in the farmhouse Casali, property of the Costarelli family. The farmers, during some works in the barnyard, found three tombs filled of terrain.

This first grave was aligned on the East-West line and measured 210 x 58 cm. The grave was covered with bricks and the covering was made by roof tiles. The dead was probably a woman.

The hypothesis of a woman’s tomb is suggested by the grave goods. Few items are very interesting:

  • A bone hatpin for hair, 12 cm long, ending with a sitting dog.
  • A bone hatpin for hair, 21 cm long, with an unusual decoration:
    • 1st end: a little temple with a female figure inside, probably a Venus. Above the shell-shaped roof, there is the draped bust of a woman with curly hair, identified with Giulia Domna, the Emperor Settimio Severo’s second wife (170-217 A.D.)
    • 2nd end: a fixed ring with palm decoration
  • A small golden sphere, element of a necklace
  • A piece of green enamelled glass

Next to this grave were found the other graves. They had the same structure of the first one but aligned on the North-South line.

The grave goods were not present, but simple oil lamps and fragments of large amphora were found around them. Near by, an inscription engraved on a clay pipe-length was found: SABINIANI N, with the first N written retrograde. In the first tomb, the body was laid on a slab of bardiglio ceruleo, ie gray-blue marble coming from the quarries of Carrara. The cover was made of bituminous limestone. The other tomb had the bottom covered by a slab of crystallized calcite, probably raw alabaster. Both of the tombs were covered by roof tiles.

According to Helbig, these graves could be dated to the late Roman Empire.

Based on these few findings, it can be assumed that the surrounding area of the farmhouse Casali was part of a necropolis.

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