A.D. 1118: la prima citazione dell’insediamento di Fabro

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Castello di Fabro, scorcio 

La prima prova documentale dell’esistenza di un insediamento di Fabro risale al giugno del 1118 quando i suoi boni homines (i notabili dell’abitato) furono chiamati come testimoni alla vendita dei diritti feudali che il Conte Rinaldo Aldobrandini aveva sul Monastero di San Pietro Acquaeortus [1]. Il documento ci offre alcune informazioni riguardanti luoghi e persone risalenti ai primi decenni del XII secolo, notizie che possono essere utilizzate per tentare di conoscere qualcosa in più sull’antichissimo insediamento di Fabro.

Come si è visto nell’ultimo articolo pubblicato (link), il documento colloca il villaggio di Fabro nel Primo Incastellamento, quella fase storico-archeologica che vede la nascita dei primi castelli databile tra  il X e la metà del XII secolo.

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La nascita dei castelli dell’Alto Orvietano

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Castello di Fabro – panorama Ovest

Per tentare di comprendere quali possono essere state le dinamiche che hanno portato alla nascita dei castelli dell’Alto Orvietano arroccati sulle cime dei colli, in mancanza di prove archeologiche, si è dovuto procedere per ipotesi che hanno permesso una ricostruzione verosimile di questa origine. Ho scelto di non utilizzare le fonti storiografico-letterarie di età rinascimentale, poiché non oggettive, ma mi sono avvalsa della documentazione archivistica notarile e diplomatica [1]. Inoltre, in mancanza di studi specifici sullo sviluppo del territorio dell’Alto Orvietano, mi sono appoggiata a studi relativi alle dinamiche di popolamento della Toscana Meridionale tra i secoli VII e XIV, con la quale il territorio orvietano ha affinità geomorfologiche e storico-cultuali.

Il territorio dell’Alto Orvietano, infatti, sebbene diviso oggi dalla Toscana da un limite amministrativo, in epoca etrusca costituì parte integrante dei territori di Clevsin (Chiusi) e Velzna (Orvieto), le due città più importanti della zona. Analogamente, in epoca imperiale fece parte della VII Regio della penisola italica, l’Etruria, con i centri maggiori situati a Clusium (Chiusi) e a Volsinii Novi (Bolsena). Questa regione in epoca longobarda si trasformò nel Ducato di Tuscia, al cui interno era il piccolo Ducato di Chiusi. Come è facile intuire, quindi, il territorio dell’Alto Orvietano è stato per secoli culturalmente affine a quella che oggi è la Toscana Meridionale, come lo è anche dal punto di vista paesaggistico, con colline, rilievi montani, boschi, pianure e corsi d’acqua di varia portata.

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