A.D. 1118: la prima citazione dell’insediamento di Fabro

20150424_172414

Castello di Fabro, scorcio 

La prima prova documentale dell’esistenza di un insediamento di Fabro risale al giugno del 1118 quando i suoi boni homines (i notabili dell’abitato) furono chiamati come testimoni alla vendita dei diritti feudali che il Conte Rinaldo Aldobrandini aveva sul Monastero di San Pietro Acquaeortus [1]. Il documento ci offre alcune informazioni riguardanti luoghi e persone risalenti ai primi decenni del XII secolo, notizie che possono essere utilizzate per tentare di conoscere qualcosa in più sull’antichissimo insediamento di Fabro.

Come si è visto nell’ultimo articolo pubblicato (link), il documento colloca il villaggio di Fabro nel Primo Incastellamento, quella fase storico-archeologica che vede la nascita dei primi castelli databile tra  il X e la metà del XII secolo.

Giugno 1118

In Monastero Sancti Petri in Capitulo

In nomine sancte et individue trinitatis ab incarnatione domini  M C X VIII indictio XI residente papa Calisto in summa sede apostolorum Petri et Pauli, anno eius pontificatus primo, mense Junii die sabbati. Ideo ego Raynaldus comes filius Aldribandini Comitis cum Pepo germano meo et genitrice mea Maria et Berta coniuge mea toti comuniter et consentienter venididimus et trasactamus omne jus et dominium quod visi sumus abere in monasterio sancti Petri Aquetorte et omnibus suis bonis que sunt a flumine Palee usque Balneum, et sicut mittit in fossatu qui currit inter Lanziola et sanctum Martinum et vadit inter campora et Priscano […]

[…] Et hanc cartulam venditionis firma et stabile maneat. Et ut firmius et stabiliusque permaneat hoc sacramento propris manibus nostris firmavimus et firmare fecimus bonis hominibus de Rosano, et bonis hominibus de Bicino et de Fabro.

Actum est autem infra monasterio Sancti Petri in capitulo, feliciter in presentia bonorum hominum, quorum nomina subter leguntur. Signum in manu Raynaldi et Peponis, qui hanc cartulam scribere rogaverunt. Agolinus de Ficulle et Petrus filius Guerrisi et Guido filius Radolfi et Bernardus filius boni hominis et Signorellus filius Ilpizi et Guillelmus de Sucano et Illpizellus de Ripraga histi sunt testes.

Ego Raynerius iudex qui hanc cartulam rogavi et post complevi et reddidi.

L. Fumi, Codice diplomatico della Città di Orvieto, pag. 12, XVI

Come si diceva poco sopra, il conte Rainaldo Aldobrandini vendette all’Abate Guglielmo e ai suoi confratelli tutti i diritti che possedeva sul Monastero di San Pietro Aquaeortus. Come testimoni di questa vendita figurano i boni homines de Rosano, de Biceno e de Fabro che con la loro firma avrebbero reso più saldo l’atto, e Agolinus de Ficulle, Gullielmus de Sucano e Illpizellus de Ripraga come ulteriori testimoni. Gran parte delle località citate sono ancora esistenti, come Fabro, Sugano, Ficulle, Viceno e Leprara, mentre Rosano rimane ormai perso nella storia. Questi luoghi vengono utilizzati come toponimico, che consiste nell’utilizzare il nome del luogo d’origine di un individuo per identificarlo pubblicamente. Questo elemento è molto importante perchè induce a ritenere che nei luoghi di provenienza di questi uomini fossero già presenti dei castelli. Inoltre, tutti questi individui, sia i gruppi che le singole personalità, dovevano appartenere all’elitè dei singoli luoghi, sebbene non si possa sapere se abbiano esercitato o meno un controllo o una signoria diretta su di essi.

Il documento permette, inoltre, di avere una parziale descrizione dei confini del distretto del castello di Fabro agli inizi del XII secolo. Il monastero di San Pietro Acquaeortus, infatti, possedeva una vasta tenuta che andava dal flumen Palee usque balneum, ossia dal fiume Paglia fino a San Casciano dei Bagni (escluso) e comprendeva anche il castello di Ripraga (attualmente Leprara). Ad Est giungeva fino al fosso che sta tra Lançiola et Sanctum Martinum et vadit inter campora et Priscano. Questi luoghi costituivano i confini tra Fabro e la tenuta del monastero, motivo per cui i suoi notabili erano stati chiamati come testimoni della vendita.

È probabile, inoltre, che l’attuale zona dell’Osteriaccia all’epoca si chiamasse diffusamente Lançiola e non si riferisse solo al fosso e alla zona stepposa a cui corrisponde oggi. Il toponimo Sactum Martinum, invece, corrisponde l’antico nome di un poggio a circa 2 km ad Ovest di Fabro capoluogo sempre lungo la strada provinciale 50 (SP 50) [2], mentre toponimo Priscano è identificabile con il territorio circostante l’attuale casale Banditella al di fuori dell’antico confine fabrese sempre lungo la SP 50. Il confine, parlando pertanto in termini moderni, saliva dall’Anciola, attraversava la strada provinciale poco prima dell’attuale podere Banditella e scendeva verso il torrente Argento. Tale confine è documentato con il medesimo andamento in due altri documenti molti distanti tra loro cronologicamente relativi ai confini di Fabro: il primo è del 1278 [3] e riporta i confini dei pivieri sottomessi al comune di Orvieto, l’altro è il Catasto Gregoriano del XIX secolo[4].

Autore: F.B.

NOTE:

[1] L. Fumi, Codice diplomatico della Città di Orvieto, Firenze, G.P. Vieusseux, 1884, pag. 12, XVI

[2] L’identificazione di tale luogo è stata effettuata grazie alla consultazione del brogliardo e delle mappe relative a Fabro del Catasto Gregoriano (XIX secolo), primo catasto particellare. Il toponimo, infatti, dal 1118 alla fine dell’Ottocento, è sempre stato chiamato nella medesima maniera: Santum Martinum, Podio Sancti Martini, Santo Martino o Poggio di San Martino. È ipotizzabile che questo agiotoponimo possa aver conservato la memoria di una cappella o aula di culto di epoca tardo-antica dedicata al santo ivi edificata. Inoltre, la presenza di questo toponimo può essere messa in stretto rapporto con l’origine della chiesa plebana di Fabro intitolata al medesimo santo e di antica fondazione.

[3] Orvieto, sezione Archivio di Stato (d’ora in poi ASO), Archivio Storico Comunale di Orvieto, Istrumentari, busta n. 877/8/VI/1r-10v (c.n.c.)

[4] ASO, Catasti n. 239, Fabro

Annunci

Un pensiero su “A.D. 1118: la prima citazione dell’insediamento di Fabro

  1. Pingback: Fabro: indizi sull’esistenza di un Comune medievale | Fabro Nascosta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...