Alcune parole di origine germanica nel dialetto fabrese

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Il centro storico di Fabro

Come il latino contaminò le lingue dei popoli conquistati, anche i popoli germanici che conquistarono l’Italia dopo la caduta dell’Impero Romano apportarono delle modificazioni alla lingua latina. I nuovi termini andavano a descrivere la nuova amministrazione pubblica, la politica e anche la vita quotidiana e rurale. Non che non vi fossero termini latini corrispondenti, ma questi non riuscivano più a descrivere con precisione la nuova realtà di ciò di cui si voleva parlare. Pertanto furono sostituiti da queste parole straniere che invece descrivevano meglio e più velocemente cosa si voleva dire.

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La tomba etrusca della Volpara

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Urna cineraria etrusca da Chiusi Città Sotterranea

Nel 1878, lungo il confine dell’antico comune di Carnaiola e quello di Monteleone d’Orvieto, in vocabolo Volpara in un terreno di proprietà della famiglia Meoni di Carnaiola, fu rinvenuta una tomba etrusca ipogea [1], analoga alla tomba  rinvenuta nel novembre del 2015 nel vocabolo San Donnino nel comune di Città della Pieve, attualmente inedita.

Della tomba della Volpara si è persa l’esatta ubicazione, giacchè fin dall’anno successivo al ritrovamento le pubblicazioni che affrontarono l’argomento non concordarono nè sul toponimo nè sulla posizione topografica, l’unica cosa su cui concordarono è il nome del comune di riferimento, ossia Carnaiola. Si prenderà per buono il toponimo Volpara, attualmente esistente al confine tra i comuni di Fabro e Monteleone d’Orvieto.

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