Alla scoperta della Chiesa di San Cristoforo

20131016_180941Leggendo gli antichi consigli comunali di Fabro mi sono trovata davanti la citazione della Chiesa di San Cristoforo rimanendo stupita, poichè fino a quel momento non ne avevo mai sentito parlare, nemmeno dai più anziani del paese. Dopo una lunga ricerca, è emerso che nella Parrocchia di Fabro, fino alla metà del ‘700, erano presenti ben 4 chiese: San Martino, San Basilio, la Madonna delle Grazie e quest’ultima, San Cristoforo.

Con questo articolo, vi condurrò alla scoperta di questa piccola chiesa dell’antico comune di Fabro, ormai perduta e su cui attualmente vi sono pochissime informazioni. Tutto quello che ho raccolto proviene dall’Archivio Vescovile di Orvieto, dall’Archivio di Stato di Roma e dall’archivio storico comunale di Fabro.

La prima domanda fu quella dove potesse essere questa chiesa, ma in nessuna delle citazioni individuate ve n’era un espresso riferimento. Questo dato così importante, infatti, emerse solo per ultimo.

Ma andiamo con ordine.

La menzione più antica di cui si abbia oggi conoscenza risale al 1573 e corrisponde alla visita pastorale di Mons. Binarino [1] che in quello stesso giorno visitò anche la Chiesa di San Martino. La chiesa di San Cristoforo viene definita prope Castrum Fabri, ossia nelle vicinanze di Fabro, senza dare ulteriori indicazioni, ed era retta dal presbitero Angelo Fabri. La descrizione è molto scarna e informa solo sullo limitato arredo sacro presente in loco, tralasciando completamente la struttura architettonica. Entrando nella chiesa nel 1573 avremmo, quindi, potuto vedere:

  • un altare maggiore, dedicato a San Cristoforo, sormontato da un trittico
  • un palio di lana colorata (il colore è illegibile nel testo)
  • una croce di bronzo dorato
  • un messale
  • una pianeta di tessuto rigato, con stola e manipolo
  • una tonaca di tela bianca con il cordone 

La chiesa aveva un solo altare e questo la fa rientrare nella tipologia delle chiesette rurali costituite da un unico ambiente absidato. Questa considerazione va in accordo con la dicitura “nelle vicinanze di Fabro” poichè di norma queste chiese erano collocate fuori dai centri abitati ed in campagna. La visita si conclude riportando lo stato non eccellente della chiesa per il quale si intimava il restauro, sotto la pena di un’ammenda pecuniaria di 10 scudi.

Dal libro dei Consigli Comunali del 1573 [2], si sa che il Vescovo aveva affidato la cura della chiesa alla Fraternita del SS Corpo di Cristo di Fabro e che il Vicario dello stesso Vescovo ne volle le chiavi. Ma non è dato di sapere il motivo di questa richiesta. Al 1579 risale, invece, una disputa tra il pievano di Fabro e il rettore della chiesa di San Cristoforo che si contendevano una croce che le citule, le fanciulle, del paese avevano donato alla chiesetta. La questione si risolse con la restituzione della croce a San Cristoforo.

In un atto comunale del 1586 [3], il santo compare anche tra i protettori della comunità di Fabro, come testimonia la citazione dei santi protettori Martino, Cristofano e Basilio.

L’ultima citazione della chiesa risale al 1760, quando per motivi di infiltrazioni d’acqua nelle fondamenta, la comunità di Fabro fu costretta a sbancarla.  La sua suppellettile fu traslata nella chiesa di San Basilio, cosa che spiega il motivo per cui dentro ad essa vi fosse un altare dedicato a San Cristoforo.

L’ultimo tassello è stata appunto la localizzazione della chiesa.

Nel catasto del 1566 emerge per la prima volta il nome del vocabolo San Cristofano, ripetuto anche nel 1600 e nel  libro del Camerlengo del 1606, ma in nessuno di questi casi vengono citati punti noti [4]. Il catasto del 1627 [5], invece, ha finalmente permesso di collocare con grande certezza questa chiesa. I catasti antichi, infatti, erano descrittivi, pertanto i confini erano identificati con il nome del proprietario del campo accanto o con la strada o con un fosso o un fiume o altri elementi. Questa modalità, però, resta per noi moderni di non facile interpretazione poichè fa riferimento a sistemi sociali e geografici ormai dimenticati, e soprattutto rimanda a toponimi molto spesso non più identificabili. Talvolta, però, i nomi di luogo più antichi e più significativi per le comunità non cambiano e grazie a questo è stato possibile individuare la sede della Chiesa di San Cristoforo.

La descrizione del terreno, infatti, dice che le mura della chiesa di San Cristoforo costituivano uno dei confini e che questo appezzamento era collocato in vocabolo Caiolo. Tutt’oggi il vocabolo Caiolo esiste ed è situato in prossimità dello svincolo autostradale alle spalle del ristorante. Pertanto la chiesa era situata nella pianura di Fabro, a circa 2 km dal paese.

Un’ulteriore conferma della collocazione della chiesetta è emersa dalla consultazione del Catasto Tiroli del 1767, il primo catasto particellare corredato di mappa dello Stato Pontificio che riporta anche l’ingombro delle abitazioni e dei luoghi sacri [6]. Dalla lettura della sua mappa, la chiesetta effettivamente si trovava in prossimità del vocabolo Caiolo, nel punto di incrocio della strada che scendeva da Fabro e quella veniva dalla fonte della Calla, idealmente lungo la strada che va a Fabro Scalo, che all’epoca non esisteva.

san cristoforo 1

Per una più precisa localizzazione, ho sovrapposto la mappa del catasto settecentesco ad una foto aerea dell’area in questione, ed il risultato è stato che la Chiesa di San Cristoforo sorgeva esattamente nella stradina che dal piazzale antistante l’albergo conduce sul giardino retrostante. Questa mappa permette di conoscere anche la struttura della chiesa, che nel ‘700 conservava ancora l’aspetto di chiesa di campagna ad un’unica navata con absdide circolare.

san cristoforo 2

Attualmente non si conosce alcuna documentazione anteriore al 1573, ma con ogni probabilità la chiesetta fu eretta tra il XIV e il XV secolo.

In ultimo si sottolinea che nella stessa area, alla fine dell’800, furono rinvenute tre tombe alla cappuccina pertinenti ad una necropoli di epoca tardo antica, le c.d. Tombe dei Casali.

La ricerca continua.

Autore: F.B.

 

Note:

[1] Archivio Vescovile di Orvieto, Visite Pastoriali, Visite di Monsignor Binarino 1573
[2] Archivio Storico Comunale di Fabro , Consigli Comunali 1568-1583 (non invetariato)
[3] Archivio Storico Comunale di Fabro , Consigli Comunali 1583-1607 (non invetariato)
[4] Archivio Storico Comunale di Fabro , Catasto (1566); Catasto (1600); Libro del Camerlengato di Pompilio Anselmi 1606-1608 (non invetariati)
[5] Archivio Storico Comunale di Fabro , Catasto della Magnifica Comunità di Castel Fabro et sua giurisditione – In tempo del Pacifico et Felice Regimi dell’Illustrissimo 1627 (non invetariato)
[6] Archivio di Stato di Roma, Catasto Tiroli 1767

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