Spigolature di meteorologia storica

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Queste annotazioni di meteorologia provengono dal diario di un canonico del Duomo di Orvieto, Ser Tommaso di Silvestro, che tra il 1482 e il 1514 riportò in oltre 700 carte, suddivise in quattro quadernetti,  tutte quelle notizie e avvenimenti che gli capitava di sentire o vedere relative ad Orvieto e ai luoghi vicini. La maggior parte delle informazioni sono relative ai decessi per peste, che lui stesso contrasse sopravvivendo, o altri morbi, talvolta si sofferma su fatti d’armi, come la Battaglia di Fabro del 1497, o su notizie relative al Papa, ma anche su notizie di carattere meteorologico o straordinario. Le notizie che riporto in questo articolo vanno  dal 1482 al 1496,  e mostrano un territorio dal clima continentale, in cui si passava da estati molto calde e secche a inverni davvero molto freddi, ma con lunghi periodi di pioggia.

  • 1482
    • Pestilenza nel territorio che durerà fino al 1490
    • 1 e 2 Settembre. Vi fu un periodo di grandi piogge che portarono a due tremende piene del fiume Paglia nella piana di Orvieto le quali distrussero le coltivazioni di canapa e lino. Il 2 settembre, fu la volta del fiume Chiani che di notte, alle 22.20, subito dopo la seconda piena del Paglia, straripò violentemente portando grandissimi danni lungo il suo corso soprattutto alle coltivazioni di canapa e lino.
  • 1483
    • Gennaio: Il tempo divenne sereno e non piovve più, ma vennero terribili gelate
  • 1486
    • Gennaio e febbraio: furono mesi assai piovosi con alti tassi di umidità. A fine febbraio il tempo cambiò e vennero grandissimi freddi fino a marzo. Poi ritornò a piovere intensamente per  tutto il mese.
  • 1490
    • In questo anno vi furono grandi caldi e siccità, ma nel mese di novembre nevicò abbondantemente per poi essere sereno fino ai primi di dicembre. Durante questo mese vi furono grandi freddi, mentre la Notte di Natale ci furono una fortissima tempesta di vento e 3 o 4 terremoti. Il cronista riporta che ipotizzarono che quella notte passò una cometa, nascosta dal tempo brutto, che riuscirono a vedere solo il giorno di Natale. Dice che questa fosse “scura et non troppo chiara” e che andava verso occidente.
  • 1491
    • Vi furono grandi freddi che non ricordavano da oltre 50 anni sia per l’intensità che per la durata. Il cronista racconta che i fiumi si ghiacciarono per parecchi giorni. Dice anche che il ghiaccio era così spesso che ci si potesse passare sopra con i cavalli e le beste cariche. Fu così freddo che il vino della messa si ghiacciava nelle ampolle. Racconta che in un luogo  non ben identificato, tal Frigole (probabilmente non qui in zona), per il gran freddo un uomo che aveva attraversato il fiume morì accovacciato lungo la riva perché non riuscì ad alzarsi (forse gli si gelarono i vestiti addosso), mentre un altro morì in groppa al suo cavallo e questo lo condusse ad un’osteria e solo lì si accorsero che era morto dal freddo.
    • Da quanto riporta il cronista, anche la neve non mancò per i primi mesi dell’anno. Da quanto racconta, nevicò per tutto il mese di febbraio a fasi alterne ma copiosamente.
    • L’8 maggio vi fu un’eclissi parziale di sole (eclipsis solis). Racconta che si oscurò solo metà del sole, ma che non si potè vedere nulla.
    • Una nota a piè pagina riporta che il 7 aprile per le frequenti inondazioni che allagavano i dintorni di Orvieto, causa di non pochi danni e aria malsana, fu deliberato dal comune di affidare ad Alberto Magalotti il prosciugamento delle Chiane e delle acque stagnanti che si erano create. La scelta del terreno da prosciugarsi fu fatta da una commissione composta da due persone di Monteleone, due di Ficulle, due di Fabro e due di Orvieto.
  • 1494
    • Pestilenza nel territorio che durerà fino al 1497
  • 1495
    • Il 14 Agosto il cronista riporta che piovve “ad orina” e che non fu mai veduta così tanta pioggia. Immediatamente il Chiani e il Paglia furono in piena, una piena che mai si era vista, soprattutto il Chiani che straripò così tanto da arrivare a lambire la base di una torre situata in un luogo detto Pagluola (probabilmente una bassa collina). L’intensità della pioggia fu così forte, che l’acqua non riusciva a defluire in fretta e questo comportò la distruzione di canape e lini e altre coltivazioni.
  • 1496
    • A marzo il tempo fu terribile con una tempesta di vento che sembrava voler portare via le case. Successivamente nevicò, e in Orvieto si accumularono 4 dita di neve. Poi vi fu la brina che rovinò la canapa, il lino e le vigne.
  • 1496
    • Il 28 Luglio incominciò a piovere così intensamente che il Chiani e il Paglia portarono grande danno alla canapa e al lino, e il Chiani fece una piena che aveva il colore rosso come il sangue, tanto era rossa.

Autore: F.B.

Riferimento bibliografico:
Diario di Ser Tommaso di Silvestro in L. Fumi (a cura di) Rerum Italicarum scriptores vol XV, tomo V, vol II, pag. 1-96

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