Dianira di Simone e la Chiesa della Madonna della Grazie

Madonna-delle-Grazie

La Madonna delle Grazie di Fabro

Nell’articolo redatto poco più di un anno fa sulla Chiesa della Madonna delle Grazie, le informazioni su questa chiesetta rurale nel comune di Fabro erano assai esigue. Si conosceva essenzialmente solo il racconto del Miracolo dell’Acqua da cui ebbe origine la sua costruzione, ma non si sapeva nè quando accadde nè chi fosse stata questa misteriosa fanciulla che conversò con la Madonna.

Ultimamente, invece, sono emerse nuove notizie che permettono di fare un po’ più di luce sull’origine di questa chiesa. La prima attestazione di questa chiesa, infatti, risaliva alla seconda metà del ‘700, dalla mappa del Catasto Tiroli in cui veniva rappresentata per la prima volta. Non vi erano, però, notizie antecedenti a questo catasto. Grazie alla consultazioni delle visite pastorali a partire dal 1573, presenti all’Archivio Vescovile di Orvieto, è stato possibile trovare il documento più antico che parla di questa chiesetta.

Si tratta della visita pastorale di Monsignor Rocchi, effettuata nel maggio del 1677 [1]. Durante questa visita, il Vescovo concesse la benedizione della chiesa detta della Beata Maria delle Grazie, che presumibilmente doveva essere da poco stata edificata poichè non presente nelle visite degli anni tra il 1573 e il 1673. La visita riporta che la benedizione sarebbe stata fatta purchè fosse stato posto in mezzo al presbiterio un luogo per posizionare un altare mobile e venisse sanato dall’umidità l’ambiente.

Dieci anni dopo, nel 1687, il Vescovo Millini andò a visitare la chiesina, che questa volta venne definita Ecclesia Beata Maria Virginis nuncupata del Vignaccio, ossia chiesa della Beata Vergine Maria detta del Vignaccio. Il Vignaccio era la zona in cui la chiesa era stata costruita, alle pendici della Fratta.

ECCLESIA BEATA MARIA VIRGINIS NUNCUPATA DEL VIGNACCIO

Extra dictum Castrum in bono quoad fabricam statu non cosecrata.
Altare unicum
Duodecim annuae missa pro quondam Dianira ex devotione a Communitate dicti oppidi de omnibus necessariis provisa existit

DECRETA FACTA IN VISITATIONE
In qua confici umbrellam magnam super Altare, et bursam tela alba intius circumdari.
Apponi Telarium cum tela seu vitrata in fenestra super Ianua Ecclesiae.

AVO, Visita Pastorale Mons. Millini, 1687

La descrizione è essenziale. Riporta la presenza di un unico altare e la celebrazione di dodici messe all’anno in memoria della defunta Dianira per devozione della comunità di Fabro. Chi fosse questa donna ed il motivo della devozione non è, però, riportato.

Durante questa visita fu ordinato che fosse fatto un grande ombrello per l’altare, una borsa del corporale (bursa) di tela bianca e di porre una chiusura in tela o in vetro alla finestra sopra la porta della chiesa.

Nella visita pastorale del 1723 la chiesa venne definita nuovamente Ecclesia Ss Virginis Mariae Gratiarum, ossia Chiesa della Santissima Vergine Maria delle Grazie.

De Ecclesia Ss Virgins Maria Gratiarum

Haec Ecclesia pertinet ad Confraternitatis Ss. Rosarii. Mandavit expurgari Tobaleas, pictura ornari gradus, et incrustari planitiem Altaris.
Suspendit Patena et Corporalie: expurgari Purificatoria et Amictus: apponi cordulas in Planetis.
Mandavit fenestras provideri de vitris, et erigi Cruces in fastigio et excavari foveas ad reparanda Ecclesiae Fabricam.

Tabella

Omnium Legatorum, que satisfieri debent in Ecclesia SS. Virginis Maria Gratiarum
Quolibet anno
Pro anima Diomirae quondam Simeonis missae duodecim
Pro anima Blasii Rensi misse due
Pro anima Dominici Canini misse quinque
Pro anima Joanni Maria Puccidini misse due, una in Festum SS Virgini Maria Annunciate, altera vero ad Libitum
Pro anima Fabiani Neri misse quinque
Pro anima Felicis Bini misse due
Pro anima Dominica Felicis Bini misse quinque

AVO, Visita Pastorale Mons. Elisei, 1723

In questa visita, la chiesa viene definita di pertinenza della Compagnia del SS Rosario. Sappiamo che questa confraternita fu costituita nel 1582, quindi è possibile che la chiesa sia stata costruita dopo questa data, ma non vi è certezza che la sua edificazione sia stata espressamente voluta da questa confraternita.

In fondo alla visita è presente una Tabella con l’elenco delle messe per le anime di alcuni defunti, probabilmente appartenenti alla stessa confraternita. La prima dell’elenco, però, è Diomira (Dianira nel 1687) per la quale viene riportata la celebrazione di dodici messe all’anno. Questa volta è espresso qualcosa in più rispetto alla visita di 30 anni prima, ossia il nome del padre, un certo Simeone.

Con ogni probabilità, Dianira/Diomira deve essere stato il nome della ragazza che parlò con la Madonna tra la fine del ‘500 e la metà del ‘600 da cui scaturì il miracolo. Dopo la sua morte la ragazza fu fatta oggetto di devozione popolare, come riferito nella visita del 1687.

Nelle visite successive la chiesa viene trovata sempre in uno stato non buono, fino al 1740 quando la chiesetta fu trovata ben retta e conservata e questa situazione rimase per le visite successive. Sfortunatamente, però, non vengono più riportati gli elenchi delle messe effettuate al suo interno, quindi non è possibile sapere quando si perse la devozione verso la giovane Dianira/Diomira.

Autore: F.B.

Note:
[1] AVO, Visita Pastorale Mons. Rocchi, 1677

 

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4 pensieri su “Dianira di Simone e la Chiesa della Madonna della Grazie

  1. come sempre ottimo lavoro.( perché la confraternita non ricorda annualmente magari con una messa ,Diomira ? il comune ochi sia avra iniziative per i 900 anni?)

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