Il miliare di Polvento in una lettera di Bianchi Bandinelli

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Ranuccio Bianchi Bandinelli,

Presso l’Archivio dell’ex Soprintendenza Archeologia dell’Umbria, oggi Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, è presente un’interessante fascicolo dell’antica Soprintendenza Museo e Scavi d’Etruria di Firenze contenente alcuni documenti di Ranuccio Bianchi Bandinelli, allora giovane archeologo, relativi alla scoperta del celebre XVII cippo miliare della Via Traiana Nova di Polvento: la relazione di scavo da cui trasse materiale per il suo articolo edito su Notizie dagli Scavi del 1925, una foto del cippo ancora in situ scattata durante lo scavo e una lettera manoscritta che inviò all’allora Soprintendente d’Etruria, di cui non compare il nome.

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Il feudo di Fabro in due epitaffi

In questo breve articolo vedremo due epitaffi funebri, presenti ancora oggi a Roma, appartenuti a due dei proprietari del Castello di Fabro. Come si è visto nell’articolo sui proprietari del Castello di Fabro tra ‘600 ed ‘800, il paese fu dapprima baronia sotto Livia Capranica e il nipote Francesco Capizucchi, poi marchesato a partire dal 1654 sotto il Marchese Carlo Maria Lanci e la moglie Girolama Chigi Ludovisi.

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Lo Statuto del Castello di Fabro

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Comune di Fabro

Nell’Archivio Storico Comunale di Fabro è conservata una copia presumibilmente sette-ottocentesca dell’antico Statuto Comunale del Castello di Fabro, redatto tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo. Questo è un documento  fondamentale per  ricostruire la vita degli uomini e delle donne fabresi di quei tempi, che meriterebbe di essere studiato a fondo e pubblicato.

Questo è il primo di una serie di articoli riguardanti il prezioso documento. Lo Statuto, infatti è una fonte di primaria importanza per lo studio del diritto, delle istituzioni e dell’economia, della società, della cultura e perfino della lingua fabrese.

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La Beata Vergine delle Grazie: un affresco rinascimentale a Fabro

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Madonna delle Grazie di Fabro, affresco (XVI secolo)

Nella chiesa-santuario della Madonna delle Grazie di Fabro è presente ancora oggi l’antico affresco del miracolo che potrò alla costruzione della chiesa stessa. Una decina di anni fa il penultimo parroco di Fabro, durante i lavori di restauro di tutto l’edificio, fece rimuovere il pannello dipinto con l’effige della Madonna con Bambino (che tutti conoscono) che era inserito nel edicola posizionata sopra l’altare. Dietro scoprì l’affresco vero e proprio., dove apparvero i volti rinascimentali della Madonna e del Bambino. Fece restaurare il dipinto e fece rimuovere le c.d. braghette a Gesù Bambino, aggiunte in un secondo momento non precisato.

 

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La Via Romea di Stade e il suo tracciato storico da “Castel” a “Sarminian”

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Pellegrini fuori dalle mura di Roma in occasione del Giubileo del 1300

Parallelamente alla Via Francigena che transita in Val d’Orcia, nel nostro territorio sui crinali orientali della Val di Chiana correva la Via Romea di Stade, detta Via dell’Alpe di Serra, ma anche Via Teutonica o Via Germanica. Questa strada era la via dei pellegrinaggi percorsa dalle popolazioni dell’Europa Centro-Orientale che si incamminavano per raggiungere Roma, la capitale della Cristianità.

Con questo articolo tenterò, con i materiali raccolti per uno studio sulla Via Romea di Stade tra il 2010 e il 2013 durante la mia collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ha prodotto il testo di R. Stopani e L. Andreani “Gli itinerari dei pellegrini lungo la via Teutonica. Il percorso subappenninico. Toscana Umbria e Lazio” (ed. Centri Studi Romei, 2015), di tracciare l’itinerario storico di questa via attraverso il nostro territorio, da Castel a Sarminian (Città della Pieve e Sarmugnano di Ficulle). I materiali da me raccolti riguardano il territorio pievese e alto orvietano e sono essenzialmente documenti d’archivio, sopratutto catasti, analisi della toponomastica locale.

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Dianira di Simone e la Chiesa della Madonna della Grazie

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La Madonna delle Grazie di Fabro

Nell’articolo redatto poco più di un anno fa sulla Chiesa della Madonna delle Grazie, le informazioni su questa chiesetta rurale nel comune di Fabro erano assai esigue. Si conosceva essenzialmente solo il racconto del Miracolo dell’Acqua da cui ebbe origine la sua costruzione, ma non si sapeva nè quando accadde nè chi fosse stata questa misteriosa fanciulla che conversò con la Madonna.

Ultimamente, invece, sono emerse nuove notizie che permettono di fare un po’ più di luce sull’origine di questa chiesa. La prima attestazione di questa chiesa, infatti, risaliva alla seconda metà del ‘700, dalla mappa del Catasto Tiroli in cui veniva rappresentata per la prima volta. Non vi erano, però, notizie antecedenti a questo catasto. Grazie alla consultazioni delle visite pastorali a partire dal 1573, presenti all’Archivio Vescovile di Orvieto, è stato possibile trovare il documento più antico che parla di questa chiesetta.

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