La Beata Vergine delle Grazie: un affresco rinascimentale a Fabro

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Madonna delle Grazie di Fabro, affresco (XVI secolo)

Nella chiesa-santuario della Madonna delle Grazie di Fabro è presente ancora oggi l’antico affresco del miracolo che potrò alla costruzione della chiesa stessa. Una decina di anni fa il penultimo parroco di Fabro, durante i lavori di restauro di tutto l’edificio, fece rimuovere il pannello dipinto con l’effige della Madonna con Bambino (che tutti conoscono) che era inserito nel edicola posizionata sopra l’altare. Dietro scoprì l’affresco vero e proprio., dove apparvero i volti rinascimentali della Madonna e del Bambino. Fece restaurare il dipinto e fece rimuovere le c.d. braghette a Gesù Bambino, aggiunte in un secondo momento non precisato.

 

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La Via Romea di Stade e il suo tracciato storico da “Castel” a “Sarminian”

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Pellegrini fuori dalle mura di Roma in occasione del Giubileo del 1300

Parallelamente alla Via Francigena che transita in Val d’Orcia, nel nostro territorio sui crinali orientali della Val di Chiana correva la Via Romea di Stade, detta Via dell’Alpe di Serra, ma anche Via Teutonica o Via Germanica. Questa strada era la via dei pellegrinaggi percorsa dalle popolazioni dell’Europa Centro-Orientale che si incamminavano per raggiungere Roma, la capitale della Cristianità.

Con questo articolo tenterò, con i materiali raccolti per uno studio sulla Via Romea di Stade tra il 2010 e il 2013 durante la mia collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ha prodotto il testo di R. Stopani e L. Andreani “Gli itinerari dei pellegrini lungo la via Teutonica. Il percorso subappenninico. Toscana Umbria e Lazio” (ed. Centri Studi Romei, 2015), di tracciare l’itinerario storico di questa via attraverso il nostro territorio, da Castel a Sarminian (Città della Pieve e Sarmugnano di Ficulle). I materiali da me raccolti riguardano il territorio pievese e alto orvietano e sono essenzialmente documenti d’archivio, sopratutto catasti, analisi della toponomastica locale.

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Dianira di Simone e la Chiesa della Madonna della Grazie

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La Madonna delle Grazie di Fabro

Nell’articolo redatto poco più di un anno fa sulla Chiesa della Madonna delle Grazie, le informazioni su questa chiesetta rurale nel comune di Fabro erano assai esigue. Si conosceva essenzialmente solo il racconto del Miracolo dell’Acqua da cui ebbe origine la sua costruzione, ma non si sapeva nè quando accadde nè chi fosse stata questa misteriosa fanciulla che conversò con la Madonna.

Ultimamente, invece, sono emerse nuove notizie che permettono di fare un po’ più di luce sull’origine di questa chiesa. La prima attestazione di questa chiesa, infatti, risaliva alla seconda metà del ‘700, dalla mappa del Catasto Tiroli in cui veniva rappresentata per la prima volta. Non vi erano, però, notizie antecedenti a questo catasto. Grazie alla consultazioni delle visite pastorali a partire dal 1573, presenti all’Archivio Vescovile di Orvieto, è stato possibile trovare il documento più antico che parla di questa chiesetta.

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La Compagnia del Ss Rosario di Fabro – anno 1582

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La Confraternita del Ss Rosario di Fabro – anno 1582

Fino a qualche decennio fa, a Fabro era presente una Confraternita che riuniva sotto un’unica compagnia le tre antiche confraternite del comune: la Confraternita del Corpus Christi o Ss Sacramento, nota per la fondazione della Chiesa di San Basilio, la Compagnia di Maria Ss delle Grazie, quella legata all’Altare di Sant’Antonio e la Confraternita del Ss Rosario. Ancora oggi sono in vita gli ultimi confratelli, uno dei quali quasi centenario, Oreste Lanzi.

Con questo articolo vorrei porre l’attenzione proprio sull’origine della Compagnia del Ss Rosario,  unica di cui sia stata trovata una pergamena originale. Delle altre confraternite si parlerà in prossimi articoli, quando la documentazione diventerà più corposa.

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Alla scoperta della Chiesa di San Cristoforo

20131016_180941Leggendo gli antichi consigli comunali di Fabro mi sono trovata davanti la citazione della Chiesa di San Cristoforo rimanendo stupita, poichè fino a quel momento non ne avevo mai sentito parlare, nemmeno dai più anziani del paese. Dopo una lunga ricerca, è emerso che nella Parrocchia di Fabro, fino alla metà del ‘700, erano presenti ben 4 chiese: San Martino, San Basilio, la Madonna delle Grazie e quest’ultima, San Cristoforo.

Con questo articolo, vi condurrò alla scoperta di questa piccola chiesa dell’antico comune di Fabro, ormai perduta e su cui attualmente vi sono pochissime informazioni. Tutto quello che ho raccolto proviene dall’Archivio Vescovile di Orvieto, dall’Archivio di Stato di Roma e dall’archivio storico comunale di Fabro.

La prima domanda fu quella dove potesse essere questa chiesa, ma in nessuna delle citazioni individuate ve n’era un espresso riferimento. Questo dato così importante, infatti, emerse solo per ultimo.

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La Chiesa della Madonna delle Grazie e il Miracolo dell’Acqua

la Madonna delle Grazie di Fabro

La Madonna delle Grazie di Fabro

Salvo le notizie sul Miracolo dell’Acqua, sulle origini della Chiesa della Madonna delle Grazie non si conosce nulla. Nonostante ciò, la poca documentazione in nostro possesso ci può comunque aiutare a tracciare una sua breve storia.

Grazie agli antichi catasti è possibile conoscere il momento in cui il luogo fu iniziato ad essere chiamato Madonna. Nel 1292, ad esempio, la zona sembra chiamarsi semplicemente Fontanella [1] con un chiaro riferimento alla presenza della fonte dove, qualche secolo dopo, sarebbe avvenuto il miracolo che avrebbe dato origine alla chiesina. I catasti  del 1562 e del 1566 riportano, invece, i toponimi Madonna o Madonnuccia, e quello del 1627 Madonnella [2]. A differenza del toponimo medievale, in cui si fa riferimento alla sola fonte, i toponimi rinascimentali sono strettamente legati al miracolo e all’effige della Vergine situata presso la fonte. Si può supporre quindi che il miracolo sia avvenuto prima della redazione di questi catasti.

Zona Chiesa della Madonna delle Grazie

Zona Chiesa della Madonna delle Grazie – Catasto Tiroli 1767

La chiesa, come si è visto nell’articolo sul catasto del 1767, era a pianta rettangolare con abside quadrato. In un documento della fine dell’800 relativo alla Parrocchia di Fabro [3] è riportata un brevissima descrizione dell’interno: il soffitto aveva un’intelaiatura in legno ed l’altare era in stucco. Alle spalle di questo era presente un affresco raffigurante la Madonna con Bambino, ma non si hanno altre notizie.

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La Chiesa di San Martino alla fine del ‘500

Quadro di San Martino sull'altare maggiore - XVIII secolo

Quadro di San Martino situato sull’altare maggiore – XVIII secolo

Nel 1573, il Vescovo di Orvieto Monsignor Binarino [1] compì una visita apostolica nel territorio della sua diocesi, la prima che si conosca dopo quelle di epoca medievale. In questo suo peregrinare si trovò a Fabro il 23 settembre 1573, dove visitò la Chiesa di San Martino, retta dal pievano Orazio Baroncello di Montepulciano, e la Chiesa di San Cristoforo, la quale non esiste più da un paio di secoli.
Sebbene l’arredo sacro della chiesa fosse stato trovato in buono stato e ben conservato, il Vescovo trovò l’edificio della chiesa in pessimo stato. Infatti, non era rifinita, nè intonacata nè imbiancata nè aveva le finestre chiuse, cosa che costituiva un pericolo per il Sacramento della Santa Eucaristia.

“Non laterata erat ecclesia nec etiam dealbata nec resarcita nec fenestre clause ubi periculus patitus Sanctissimae Eucaristie”

Arch. Vescovile di Orvieto, Visite Pastorali, Visite di Monsignor Binarino 1573

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