Regio Decreto nr. 5095

regio decreto

Incipit del Regio Decreto

Il Comune di Carnaiola è stato un antichissimo comune di cui si ha notizia fin dal 1118, insieme a Fabro, Ficulle e Parrano. Ebbe vita fino al 1869 quando per regio decreto fu sciolto definitivamente e il suo territorio fu accorpato al comune di Fabro, andando a creare l’attuale comune. La motivazione di tale scioglimento fu una generale riorganizzazione territoriale, a livello nazionale, che coinvolse nel territorio Alto Orvietano anche l’antico Comune di Montegiove, che fu accorpato con il Comune di Montegabbione.

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Ercole Salutaris: un altare romano a San Pietro Acquaeortus

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Altare dedicato ad Ercole Salutaris

Nel 1886 l’Accademia dei Lincei fu messa al corrente di un’iscrizione [1] presente presso San Pietro Acquaeortus, un piccolissimo villaggio oggi nel comune di Allerona, ma all’epoca nel comune di Fabro.

La segnalazione fu pubblicata sulla famosa rivista Notizie dagli Scavi [2], pubblicazione che comprendeva i ritrovamenti più significativi di tutta Italia anno per anno. L’epigrafe fu inserita nel volume del 1886 poichè nelle sue poche righe erano presenti elementi importanti sotto vari aspetti, che avrebbero dovuto portare a future ricerche e indagini. Nonostante questo niente fu fatto, l’iscrizione rimase e rimane tutt’ora completamente sconosciuta e soprattutto è ormai persa.

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L’ambiente naturale dei calanchi

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Grano e vegetazione spontanea nei Calanchi

La bellezza dei calanchi non sta solo nella loro evoluzione geologica, ma anche nella fauna e nella flora che in essi vi vivono. L’ambiente naturale calanchivo, infatti, è quello caratteristico dei terreni argillosi, dove insistono un gran numero di erbe, arbusti e piccoli boschi, chiamati localmente macchie, che ben si adattano alla natura mutevole e arida del suoloe dove vivono numerose specie animali.

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La Via Romea di Stade e il suo tracciato storico da “Castel” a “Sarminian”

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Pellegrini fuori dalle mura di Roma in occasione del Giubileo del 1300

Parallelamente alla Via Francigena che transita in Val d’Orcia, nel nostro territorio sui crinali orientali della Val di Chiana correva la Via Romea di Stade, detta Via dell’Alpe di Serra, ma anche Via Teutonica o Via Germanica. Questa strada era la via dei pellegrinaggi percorsa dalle popolazioni dell’Europa Centro-Orientale che si incamminavano per raggiungere Roma, la capitale della Cristianità.

Con questo articolo tenterò, con i materiali raccolti per uno studio sulla Via Romea di Stade tra il 2010 e il 2013 durante la mia collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ha prodotto il testo di R. Stopani e L. Andreani “Gli itinerari dei pellegrini lungo la via Teutonica. Il percorso subappenninico. Toscana Umbria e Lazio” (ed. Centri Studi Romei, 2015), di tracciare l’itinerario storico di questa via attraverso il nostro territorio, da Castel a Sarminian (Città della Pieve e Sarmugnano di Ficulle). I materiali da me raccolti riguardano il territorio pievese e alto orvietano e sono essenzialmente documenti d’archivio, sopratutto catasti, analisi della toponomastica locale.

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1654: la nascita del Marchesato di Fabro

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Nel volume dei Consigli Comunali relativi agli anni 1627-1655, presente nell’Archivio Storico Comunale di Fabro [1], è riportato il consiglio in cui si annotava l’avvenuta vendita del Castello di Fabro e della Tenuta di Salci (oggi tenuta di Poggiovalle) al Marchese Carlo Maria Lanci da parte della Città di Orvieto.

 Il documento, datato 21 agosto 1654, riporta la copia delle lettere originali della compra-vendita che accadde il 19 agosto precedente. Il Castello nel 1638, infatti, era stato venduto dall’allora proprietario Marchese Capizucchi al Comune di Orvieto per debiti di gioco, pertanto la città esercitò il potere feudale sul nostro castello per circa 16 anni [2].

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Spigolature di meteorologia storica

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Queste annotazioni di meteorologia provengono dal diario di un canonico del Duomo di Orvieto, Ser Tommaso di Silvestro, che tra il 1482 e il 1514 riportò in oltre 700 carte, suddivise in quattro quadernetti,  tutte quelle notizie e avvenimenti che gli capitava di sentire o vedere relative ad Orvieto e ai luoghi vicini. La maggior parte delle informazioni sono relative ai decessi per peste, che lui stesso contrasse sopravvivendo, o altri morbi, talvolta si sofferma su fatti d’armi, come la Battaglia di Fabro del 1497, o su notizie relative al Papa, ma anche su notizie di carattere meteorologico o straordinario. Le notizie che riporto in questo articolo vanno  dal 1482 al 1496,  e mostrano un territorio dal clima continentale, in cui si passava da estati molto calde e secche a inverni davvero molto freddi, ma con lunghi periodi di pioggia.

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L’Alto Orvietano nel 1858

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Un interessante spaccato dell’Alto Orvietano del 1858. Il testo, scritto in italiano dell’epoca, descrive il territorio sottoposto al Governo di Ficulle, ossia i cinque comuni attuali più gli antichi comuni di Carnaiola e Monte Giove, e le loro frazioni o appodiati, come si diceva in quel periodo. Le descrizioni riportano la popolazione, la qualità dell’abitato, la condizione degli edifici, delle strade, le malattie che ammorbavano i borghi, i luoghi religiosi, le produzioni agricole e tutto ciò che si trovava in ciascuno dei comuni. L’articolo riporta fedelmente il testo e dove necessario sono state create delle note per spiegare o commentare.

Il testo di riferimento: Adone Palmieri, Topografia statistica dello Stato Pontificio ossia breve descrizione delle città e paesi […] parte IV, Roma, 1858 

Sommario dei luoghi
Ficulle
Carnaiola
Fabro
Monte Gabbione
Monte Giove
Monte Leone
Parrano

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