1654: la nascita del Marchesato di Fabro

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Nel volume dei Consigli Comunali relativi agli anni 1627-1655, presente nell’Archivio Storico Comunale di Fabro [1], è riportato il consiglio in cui si annotava l’avvenuta vendita del Castello di Fabro e della Tenuta di Salci (oggi tenuta di Poggiovalle) al Marchese Carlo Maria Lanci da parte della Città di Orvieto.

 Il documento, datato 21 agosto 1654, riporta la copia delle lettere originali della compra-vendita che accadde il 19 agosto precedente. Il Castello nel 1638, infatti, era stato venduto dall’allora proprietario Marchese Capizucchi al Comune di Orvieto per debiti di gioco, pertanto la città esercitò il potere feudale sul nostro castello per circa 16 anni [2].

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La Compagnia del Ss Rosario di Fabro – anno 1582

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La Confraternita del Ss Rosario di Fabro – anno 1582

Fino a qualche decennio fa, a Fabro era presente una Confraternita che riuniva sotto un’unica compagnia le tre antiche confraternite del comune: la Confraternita del Corpus Christi o Ss Sacramento, nota per la fondazione della Chiesa di San Basilio, la Compagnia di Maria Ss delle Grazie, quella legata all’Altare di Sant’Antonio e la Confraternita del Ss Rosario. Ancora oggi sono in vita gli ultimi confratelli, uno dei quali quasi centenario, Oreste Lanzi.

Con questo articolo vorrei porre l’attenzione proprio sull’origine della Compagnia del Ss Rosario,  unica di cui sia stata trovata una pergamena originale. Delle altre confraternite si parlerà in prossimi articoli, quando la documentazione diventerà più corposa.

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Bartolomeo della Rovere proprietario di Fabro, Monteleone, Montegabbione e Salci (1478)

g_2_stemma della rovereAll’origine della guerra tra Orvieto e i Bandini di Città della Pieve per il possesso dei castelli di confine Fabro, Monteleone, Montegabbione e Salci, vi fu il motu proprio di Papa Sisto IV del 1478. Il motu proprio consisteva in un atto di libera iniziativa con il quale un papa poteva agire senza chiedere consiglio alla Camera Apostolica.

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Spigolature di meteorologia storica

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Queste annotazioni di meteorologia provengono dal diario di un canonico del Duomo di Orvieto, Ser Tommaso di Silvestro, che tra il 1482 e il 1514 riportò in oltre 700 carte, suddivise in quattro quadernetti,  tutte quelle notizie e avvenimenti che gli capitava di sentire o vedere relative ad Orvieto e ai luoghi vicini. La maggior parte delle informazioni sono relative ai decessi per peste, che lui stesso contrasse sopravvivendo, o altri morbi, talvolta si sofferma su fatti d’armi, come la Battaglia di Fabro del 1497, o su notizie relative al Papa, ma anche su notizie di carattere meteorologico o straordinario. Le notizie che riporto in questo articolo vanno  dal 1482 al 1496,  e mostrano un territorio dal clima continentale, in cui si passava da estati molto calde e secche a inverni davvero molto freddi, ma con lunghi periodi di pioggia.

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Fabro Nascosta compie un anno

Oggi Fabro Nascosta compie un anno!

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Grazie a tutti per l’apprezzamento di questo mio piccolo proggetto  storico-archeologico che tenta di fare un po’ di luce sulla storia di Fabro, ma anche di tutto il territorio dell’Alto Orvietano. Mi auguro di riuscire a trovare altre interessanti informazioni e notizie da  condividere con tutti voi amici di Fabro Nascosta!

A presto!

L’Alto Orvietano nel 1858

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Un interessante spaccato dell’Alto Orvietano del 1858. Il testo, scritto in italiano dell’epoca, descrive il territorio sottoposto al Governo di Ficulle, ossia i cinque comuni attuali più gli antichi comuni di Carnaiola e Monte Giove, e le loro frazioni o appodiati, come si diceva in quel periodo. Le descrizioni riportano la popolazione, la qualità dell’abitato, la condizione degli edifici, delle strade, le malattie che ammorbavano i borghi, i luoghi religiosi, le produzioni agricole e tutto ciò che si trovava in ciascuno dei comuni. L’articolo riporta fedelmente il testo e dove necessario sono state create delle note per spiegare o commentare.

Il testo di riferimento: Adone Palmieri, Topografia statistica dello Stato Pontificio ossia breve descrizione delle città e paesi […] parte IV, Roma, 1858 

Sommario dei luoghi
Ficulle
Carnaiola
Fabro
Monte Gabbione
Monte Giove
Monte Leone
Parrano

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Alla scoperta della Chiesa di San Cristoforo

20131016_180941Leggendo gli antichi consigli comunali di Fabro mi sono trovata davanti la citazione della Chiesa di San Cristoforo rimanendo stupita, poichè fino a quel momento non ne avevo mai sentito parlare, nemmeno dai più anziani del paese. Dopo una lunga ricerca, è emerso che nella Parrocchia di Fabro, fino alla metà del ‘700, erano presenti ben 4 chiese: San Martino, San Basilio, la Madonna delle Grazie e quest’ultima, San Cristoforo.

Con questo articolo, vi condurrò alla scoperta di questa piccola chiesa dell’antico comune di Fabro, ormai perduta e su cui attualmente vi sono pochissime informazioni. Tutto quello che ho raccolto proviene dall’Archivio Vescovile di Orvieto, dall’Archivio di Stato di Roma e dall’archivio storico comunale di Fabro.

La prima domanda fu quella dove potesse essere questa chiesa, ma in nessuna delle citazioni individuate ve n’era un espresso riferimento. Questo dato così importante, infatti, emerse solo per ultimo.

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