La Via Romea di Stade e il suo tracciato storico da “Castel” a “Sarminian”

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Pellegrini fuori dalle mura di Roma in occasione del Giubileo del 1300

Parallelamente alla Via Francigena che transita in Val d’Orcia, nel nostro territorio sui crinali orientali della Val di Chiana correva la Via Romea di Stade, detta Via dell’Alpe di Serra, ma anche Via Teutonica o Via Germanica. Questa strada era la via dei pellegrinaggi percorsa dalle popolazioni dell’Europa Centro-Orientale che si incamminavano per raggiungere Roma, la capitale della Cristianità.

Con questo articolo tenterò, con i materiali raccolti per uno studio sulla Via Romea di Stade tra il 2010 e il 2013 durante la mia collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ha prodotto il testo di R. Stopani e L. Andreani “Gli itinerari dei pellegrini lungo la via Teutonica. Il percorso subappenninico. Toscana Umbria e Lazio” (ed. Centri Studi Romei, 2015), di tracciare l’itinerario storico di questa via attraverso il nostro territorio, da Castel a Sarminian (Città della Pieve e Sarmugnano di Ficulle). I materiali da me raccolti riguardano il territorio pievese e alto orvietano e sono essenzialmente documenti d’archivio, sopratutto catasti, analisi della toponomastica locale.

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Dianira di Simeone e la Chiesa della Madonna della Grazie

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La Madonna delle Grazie di Fabro

Nell’articolo redatto poco più di un anno fa sulla Chiesa della Madonna delle Grazie, le informazioni su questa chiesetta rurale nel comune di Fabro erano assai esigue. Si conosceva essenzialmente solo il racconto del Miracolo dell’Acqua da cui ebbe origine la sua costruzione, ma non si sapeva nè quando accadde nè chi fosse stata questa misteriosa fanciulla che conversò con la Madonna.

Ultimamente, invece, sono emerse nuove notizie che permettono di fare un po’ più di luce sull’origine di questa chiesa. La prima attestazione di questa chiesa, infatti, risaliva alla seconda metà del ‘700, dalla mappa del Catasto Tiroli in cui veniva rappresentata per la prima volta. Non vi erano, però, notizie antecedenti a questo catasto. Grazie alla consultazioni delle visite pastorali a partire dal 1573, presenti all’Archivio Vescovile di Orvieto, è stato possibile trovare il documento più antico che parla di questa chiesetta.

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1654: la nascita del Marchesato di Fabro

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Nel volume dei Consigli Comunali relativi agli anni 1627-1655, presente nell’Archivio Storico Comunale di Fabro [1], è riportato il consiglio in cui si annotava l’avvenuta vendita del Castello di Fabro e della Tenuta di Salci (oggi tenuta di Poggiovalle) al Marchese Carlo Maria Lanci da parte della Città di Orvieto.

 Il documento, datato 21 agosto 1654, riporta la copia delle lettere originali della compra-vendita che accadde il 19 agosto precedente. Il Castello nel 1638, infatti, era stato venduto dall’allora proprietario Marchese Capizucchi al Comune di Orvieto per debiti di gioco, pertanto la città esercitò il potere feudale sul nostro castello per circa 16 anni [2].

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La Compagnia del Ss Rosario di Fabro – anno 1582

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La Confraternita del Ss Rosario di Fabro – anno 1582

Fino a qualche decennio fa, a Fabro era presente una Confraternita che riuniva sotto un’unica compagnia le tre antiche confraternite del comune: la Confraternita del Corpus Christi o Ss Sacramento, nota per la fondazione della Chiesa di San Basilio, la Compagnia di Maria Ss delle Grazie, quella legata all’Altare di Sant’Antonio e la Confraternita del Ss Rosario. Ancora oggi sono in vita gli ultimi confratelli, uno dei quali quasi centenario, Oreste Lanzi.

Con questo articolo vorrei porre l’attenzione proprio sull’origine della Compagnia del Ss Rosario,  unica di cui sia stata trovata una pergamena originale. Delle altre confraternite si parlerà in prossimi articoli, quando la documentazione diventerà più corposa.

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Bartolomeo della Rovere proprietario di Fabro, Monteleone, Montegabbione e Salci (1478)

g_2_stemma della rovereAll’origine della guerra tra Orvieto e i Bandini di Città della Pieve per il possesso dei castelli di confine Fabro, Monteleone, Montegabbione e Salci, vi fu il motu proprio di Papa Sisto IV del 1478. Il motu proprio consisteva in un atto di libera iniziativa con il quale un papa poteva agire senza chiedere consiglio alla Camera Apostolica.

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Spigolature di meteorologia storica

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Queste annotazioni di meteorologia provengono dal diario di un canonico del Duomo di Orvieto, Ser Tommaso di Silvestro, che tra il 1482 e il 1514 riportò in oltre 700 carte, suddivise in quattro quadernetti,  tutte quelle notizie e avvenimenti che gli capitava di sentire o vedere relative ad Orvieto e ai luoghi vicini. La maggior parte delle informazioni sono relative ai decessi per peste, che lui stesso contrasse sopravvivendo, o altri morbi, talvolta si sofferma su fatti d’armi, come la Battaglia di Fabro del 1497, o su notizie relative al Papa, ma anche su notizie di carattere meteorologico o straordinario. Le notizie che riporto in questo articolo vanno  dal 1482 al 1496,  e mostrano un territorio dal clima continentale, in cui si passava da estati molto calde e secche a inverni davvero molto freddi, ma con lunghi periodi di pioggia.

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